INGIUSTIZIE E INCONGRUENZE, COME RITROVARE LA LIBERA SERENITA'?

Dott. Terenzio Dalena Medico Capo della Polizia di Stato

 

Dello stesso autore: L'influenza suina.

Maggiore sicurezza per la strada.

Il lavoro

 




A volte riflettiamo sulla possibile incongruenza delle nostre azioni. Anche lo Stato liberale con alcune sue leggi incoerenti invade i nostri spazi di libertà. Allora accade che il risultato di tali pensieri e comportamenti generi disorientamento, stress e sfiducia. Riguardo le politiche sociali lo Stato adotta una serie di misure volte alla tutela dei più deboli, dei poveri, dei malati e degli emarginati. Nel fare ciò detta linee guida che rappresentano larghe maglie dentro le quali si infilano anche i non aventi diritto per usufruire di benefici non spettanti con danno della collettività. Nasce allora la lotta ai falsi invalidi, ai falsi poveri, ai falsi innocenti così come escono dalle aule giudiziarie: lo Stato non riesce proprio ha dotarsi di strumenti per evitare costi aggiuntivi idonei alla riparazione dei propri errori? La salute. Il principio ispiratore del legislatore è, secondo i dettami costituzionali, il rispetto e la protezione della salute dell’individuo, allora si crea una normativa che prevede misure di protezione individuale durante la guida, in corso di epidemia, sui luoghi di lavoro. Stupendo, ma perché non andare subito alla radice dei problemi: patente solo a chi supera prove pratiche molto impegnative, vaccinazioni per epidemia solo in casi di reale contagio al di là di eventuali favoritismi verso alcune case farmaceutiche e con la drammatizzazione di rito da parte dei media, priorità alla sicurezza personale per i lavori pericolosi evitando leggi pignole, farraginose e soprattutto inapplicabili. Ma esiste un’ altra incongruenza vera. C’è chi si nutre in maniera incongrua, a dispetto di vaste campagne medianiche a proposito delle diete iperlipidiche. I costi sociali e i danni individuali sono altissimi e ci si fa del male più spesso mangiando ad alto livello calorico, anche in termini statistici, rispetto a chi non indossa la cintura di sicurezza o il casco oppure non accende gli anabbaglianti sulle extraurbane…. Già, non si può fare una norma per impedire di alimentarsi come si vuole, sarebbe un attentato alla democrazia e contemporaneamente ci sentiremmo tutti come la misera gente del quarto mondo, favoriremmo il pauperismo economico bloccando parte dei meccanismi dell’economia alimentare. Dunque un ipotesi assurda, ma un po’ meno se fossimo avvezzi a ragionare fuori di ogni condizionamento!

Tasse. Siamo più liberi quando perdiamo tanto tempo a tavolino per la burocrazia delle imposte? Non credo. Lo Stato ritiene che solo così può ottenere quanto pretende senza che qualcuno faccia il furbo; ma c’è una regoletta che dice che l’eccessivo carico fiscale porta dalla evasione alla elusione; anche questo contribuisce ad esasperare. D’Altro canto questa benedetta burocrazia antimafia costringe a peripezie anche chi vuole operare correttamente ad esempio nel mondo imprenditoriale. Questa lotta alla malavita, che dilaga comunque nel riciclare il cosiddetto denaro sporco, è rappresentata, più che dal controllo del territorio da obblighi di denuncia della proprietà di beni di alto livello: chi è ricco si deve comunque giustificare e rischia di apparire a priori fuori della legge. Per chi elude, inoltre, il calcolo delle probabilità rivela che è facile farla franca. Anche per il principio della giustizia è capovolto: gli onesti pagano di più, anche per i disonesti che a volte non pagano affatto. Gli enti locali ci mettono del loro non contraccambiando adeguatamente i contribuenti con servizi all’altezza della situazione, insomma l’Amministrazione Pubblica, nonostante gli sforzi, troppo spesso non funziona, e questo è un altro problema di equità mancata.

Pensiamo al mobbing. Non si fa mai riferimento ad esso fuori degli ambienti di lavoro. Eppure si sa che colpire una tipologia umana caratterialmente debole è molto facile, per chiunque e dovunque. Chi non ricorda che la prima ingiustizia, una di quelle che feriscono più che se fossero sulla pelle, l’abbiamo tutti subita seduti sui primi banchi di scuola, quando la maestra dava un bel voto o viceversa un gran rimprovero a chi assolutamente non se lo meritava? La prevaricazione profonda e ripetuta, singola o di gruppo, su chi ha scarse capacita di difesa caratteriale o verbale non trova opposizione codificata, la società non se ne occupa, le istituzioni nemmeno, se si tratta di un bambino ci dovrebbero pensare i genitori…

In conclusione troppe incongruenze, troppe contraddizioni, troppe ingiustizie costellano il nostro mondo, noi stessi ne siamo responsabili e spesso chi ci amministra. Gli eventi stressogeni inquinano il nostro equilibrio, fino al punto da farci somatizzare l’ansia e ammalare. La soluzione non c’è in assoluto; ragionarci su, non aver paura dell’ anticonformismo, sedimentare le proprie idee, propugnarle con efficacia, questo può aiutare.


Dott. Terenzio Dalena Medico Capo della Polizia di Stato

15.10.2009

 

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