GHEDDAFI IN ITALIA - UN MOMENTO STORICO PER I DUE PAESI

 

 

 




La visita in Italia del leader libico Gheddafi ha segnato un momento storico per i due Stati . Trenta anni fa, non avremmo mai pensato di poter incontrare nel nostro Paese, un personaggio tanto controverso, considerato il simbolo anti-italiano. Gheddafi viene ricordato da molti italiani come colui che ha depredato e buttato fuori dal suo paese italiani e libici di origine italiana, che avevano come unica colpa il fatto di essere italiani. Durante l’attesa della conferenza stampa svoltosi a Villa Madama il abbiamo chiesto al Ministro delle Finanze Giulio Tremonti, se nel trattato sottoscritto fra i due Stati ci fosse un punto in cui ci si accordava per un risarcimento ai danni subiti dagli italiani in Libia nel momento della presa del potere da parte di Gheddafi. La risposta è stata estremamente evasiva, ha iniziato a parlare di Villa Madama e dei suoi affreschi.

L’entrata di Gheddafi è avvenuta in religioso silenzio. La delegazione libica costretta a stare in piedi finché il suo Capo di Stato non si fosse seduto. la voce del traduttore della sala era talmente bassa da non dover mai superare il tono della voce del leader libico. Comunque una giornata storica perché non si è trattato di una semplice conferenza stampa, ma alle presenza delle delegazioni e dei giornalisti sono stati firmati accordi che cambiano in modo radicale il corso delle relazioni tra Italia e Libia.

“Sono qui perché il caro amico Berlusconi ha avuto la cortesia di chiedere scusa al popolo libico per i crimini del passato e di risarcire il popolo libico per le sofferenze del passato. Per quello che hanno subito non può esistere un risarcimento, ma aver riconosciuto ciò che è successo da parte dell’Italia, ci consente di dialogare.Condanniamo il passato, il fascismo, il colonialismo. I nostri popoli condannano tutto questo. L’indennizzo consente la chiusura del passato. Per quanto riguarda i valori non è questione di risarcimenti. L’importante è ribadire che non commetteremo più questi errori e sono certo che il mio caro amico Berlusconi abbia la stessa convinzione. Abbiamo accolto il figlio del martire Omar Al-Mukhtar e un gruppo di martiri e di esuli. La loro presenza rende questa una giornata storica. E questa pietra miliare è stata posta dal caro amico Berlusconi e dal governo attuale dell’Italia. Quando Berlusconi è venuto a Sirte ha detto che nessuno Stato ha il diritto di occupare il territorio di un altro Stato. Il progetto di volere le risorse altrui è fallito. L’Algeria ha lottato contro la Francia e ha vinto dimostrando che il colonialismo è una politica sbagliata. Oggi è chiaro che la Libia non è la quarta sponda di Roma e siamo pronti a fare una politica intelligente e pacifica, la politica grazie alla quale io mi trovo oggi qui e Berlusconi ha ricevuto Omar Al-Mukhtar e altri martiri. Sono stati commessi molti crimini in passato, ma non per questo non abbiamo provato a fare questo trattato di amicizia anche prima, ma ci siamo riusciti ora. L’interesse del nostro popolo è la pace, lo sviluppo del turismo e delle relazioni commerciali e industriali. Si tratta di una giornata storica. L’Italia ora è l’unico Stato, tra quelli che hanno colonizzato il mondo, che ha purificato il suo passato dal colonialismo che ha distrutto il mondo. Ci sono ancora tracce di questo vecchio colonialismo, basi militari nei territori degli altri Stati, come vediamo in alcune zone del mondo, ma auspichiamo che gli altri Stati coloniali seguano l’esempio dell’Italia. Migliaia di libici sono stati deportati, uccisi, sono morti in mare. Forse alcuni di noi sono figli di martiri senza saperlo. L’Italia sta collaborando per approfondire questa tragedia storica, un’azione per la quale si è impegnato anche il Presidente della Repubblica. Abbiamo pensato di aiutare i nostri fratelli del Corno d’Africa, di adoperarci per la pace tra Eritrea e Somalia. Abbiamo anche parlato di pirateria ma i somali hanno anche qualche motivo perché il mondo sta depredando la ricchezza dei popoli somali. Dobbiamo pensare alle ragioni che hanno causato la pirateria e il terrorismo, non solo ai loro effetti. Le Nazioni Unite appartengono a tutti i Paesi non solo ai 5 che hanno diritto di veto. Bisogna passare le decisioni alla Assemblea generale. Il consiglio di sicurezza deve applicare le decisioni dell’assemblea. In molte zone ci sono ingiustizie. L’ONU non cura la forza del Diritto. Le Nazioni Unite sono 190 stati che devono avere uguali diritti. L’Italia ha fatto molto contro il fascismo e il nazismo; l’Italia è stata più meritevole degli altri Paesi dell’Asse. Ho parlato con Napolitano di questo e ci siamo trovati d’accordo su molti punti. Siamo soddisfatti che la Libia fornisca energia attraverso oleodotti, gasdotti, che si crei la possibilità di trasferire aziende dall’Italia alla Libia. Le porte sono aperte in Libia per tutta la popolazione italiana.

A questo punto chiedo come cambierà il rapporto con il passato tra Libia e Italia.

Anzitutto vi è un aspetto psicologico che stiamo superando; il popolo libico si accontenta delle scuse e dell’indennizzo simbolico. Del resto non si può fare il processo a Mussolini, il popolo italiano l’ha fatto anche per il popolo libico. La realtà va accettata. Oggi dobbiamo cooperare di più, dimenticare i tempi della guerra.I benefici che possono cogliere i nostri popoli sono enormi. Per quanto riguarda l’accoglienza del popolo italiano ho visto la gente gioiosa che cercava di salutare, faceva fotografie e credo che se fossi sceso, molti mi avrebbero voluto stringere la mano. Un popolo amico e cordiale. Oggi portavo la foto dell’impiccagione di Omar Al-Mukhtar. Si vedono ufficiali fascisti che ridono e lo deridono. Lui non era un ribelle. La ragione che lo ha impiccato era la stessa per cui molti italiani sono stati impiccati Alla fine e ho visto Mussolini impiccato per i piedi. La foto dell’uccisione di Omar Al-Mukhtar aveva un valore storico. Tutti volevano una foto con questo grande combattente. Quest’immagine che alcuni noi portano e come la croce di Cristo. Sull’immigrazioni l’amico Berlusconi ha già risposto. La Libia attrae molta immigrazione; alcuni cercano di immigrare in Europa. Nessuno può respingere una persona che cerca lavoro e un futuro migliore.

L’immigrazione arriva da Paesi lontani come Nigeria o Ghana, è una marcia che difficilmente può essere fermata. L’Europa esercita un’attrazione molto forte. Ma c’è anche il fatto che gli africani dicono: avete depredato le nostre ricchezze, quindi abbiamo diritto alla ricchezza dell’Europa. Come possiamo rispondere a questo? Dio ha creato la terra per tutti e quindi tutti possono migrare; Anche i popoli europei sono emigrati, anche gli americani sono popoli di emigranti ,perché solo noi africani non dovremmo emigrare. Ma siamo pronti a studiare il problema e cercare di risolverlo nel modo migliore. La Libia cercherà di controllare l’emigrazione, controllare questi flussi. Molti chiediamo asilo politico ma in Africa non ci sono problemi politici.Solo la gente che vive nelle capitali può avere problemi. Molti vivono nelle foreste e credono che al nord ci sia benessere e ricchezza, ma la realtà è diversa. Molti ufficiali libici sono sotto processo per la loro connivenza con coloro che sfruttano l’immigrazione clandestina. E’ un grande problema internazionale, come la droga; ci sono organizzazioni internazionali che operano per l’immigrazione clandestina. Lo stesso vale per la droga . Non credete a questa cosa dell’asilo politico. Bisogna riconsiderare anche quell’attrazione che attira verso l’Europa e l’Italia. Non è una questione di diritti dell’essere umano. Ci sono ben altre ragioni.

Il Giorno dopo il leader libico ha incontrato il mondo accademico della Sapienza Università di Roma, accolto dal Magnifico Rettore Professore Luigi Frati, una persona che ha sempre amato il dialogo tra le persone e tra i popoli, un raro esempio di democrazia moderna. Comunque, il mondo universitario ha avuto diverse reazioni, la gioia di alcuni e la protesta di altri. Come si può pensare che in una università non ci sia il libero pensiero?







Manuela Cipri

16.06.2009

 

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