I MISTERI ORFICI DI PITAGORA E PLATONE

Corrado Siricano Direttore rubrica "Amici di Sofia"

 

Amici di Sofia: La Filosofia

Socrate

Platone

Marco Viscomi: La "Squilla" urgente ad un presente da rileggere nel nome del domani.

Platone scopre il mondo dell'intelligibile

 




Quando si parla di mito in Platone non bisogna pensare al mito dell’antica tradizione religiosa greca, al mito rappresentato dalla tragedia; bensì il mito in qualità di espressione simbolica esplicativa utilizzato da Platone, trova le sue origini nei materiali orfici e pitagorici , in genere rappresentati con allegorie che ricalcano i contorni delle questioni teoretiche e ne suggeriscono intuitivamente una via d’uscita. Tutto il sostrato spirituale, mitico e rituale che arricchisce l’Orfismo è connesso al Pitagorismo. Pitagora nacque a Samo, verso i quarant’anni si trasferì a Crotone dove fondò una setta, dai forti contenuti mistici e aristocratici. La politica eccessivamente elitaria provocò una rivoluzione popolare contro la sua scuola. Pitagora fuggì a Metaponto dove probabilmente morì nel 500 a.C. settantenne. Per capire la relazione tra Platone e l’Orfismo occorre ricordare che Pitagora fu considerato un riformatore della spiritualità orfica. Con la sua concezione della filosofia come attività contemplativa a sfondo religioso e la funzione sacra assunta dal numero, Pitagora presenta il numero come se fosse la chiave di tutta una realtà, il Primo era per lui la natura del numero ed esso stesso è partecipe come il principio dell’universo e dell’Intelligibile. Come il numero dieci che per Pitagora rappresenta il principio e la perfezione di tutti i numeri, la sua natura è grande e perfetta considerando la sostanza del numero in rapporto alla sua potenza, essa fa conoscere ad ognuno tutto ciò che è dubbio e ignoto, nulla sarebbe comprensibile , né le cose in sé né le loro relazioni, se non ci fossero il numero e la sua sostanza . Tutto questo armonizzando nell’anima tutte le cose con la percezione, rendendo conoscibili esse e le loro relazioni secondo la natura, dando corpo e distinguendo le determinazioni delle cose sia di quelle illimitate, sia di quelle limitanti. La natura del numero e la sua grande potenza si vedono non solo nelle azioni degli dèi e dei dèmoni, ma in tutte le attività dell’uomo e in tutte le sue parole, nelle attività tecniche e nella musica . Nessun dubbio esiste nella natura del numero, esso rappresenta una realtà intelligibile e assoluta, esattamente come è la realtà assoluta riportataci da Platone nel mito della caverna, dove nel mondo iperuranio delle idee il concetto è assoluto come il numero. E’da qui che Platone presenta l’essenza delle idee, l’ideale di giustizia, è il Giusto non soggettivamente ma è il Giusto per eccellenza, così come il numero uno, è uno e non può essere soggettivo. La filosofia è la contemplazione speculativa delle cose migliori, la sapienza è un reale sapere scientifico intorno al Bello, al Primo e al Divino immisti e sempre identici a se stessi; di cui le altre cose che si dicono belle, partecipano. Il Bello è pertanto lo sforzo interiore di formazione spirituale dell’uomo. Si dice che Pitagora sia stato il primo a chiamare se stesso “ filosofo”.

Presentazione di Fiorella Vaccari

La nuova amica di Sofia è Fiorella Vaccari, romana. Cultrice di dottrine parapsicologiche e filosofiche, la nostraamica ha collaborato con alcune Associazioni culturali come coordinatrice della ricerca dottrinale. Collabora attualmente nel settore editoriale e associativo. E’ autrice di studi in via di pubblicazione.




Fiorella Vaccari

01.11..2009

 

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