| Geopolitica dell'Europa Orientale con il Prefetto di Salonicco
On. PANAGIOTIS PSOMIADIS |
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Onorevole, dopo gli recenti sviluppi in Medio Oriente, come la guerra in Libano, l’instabilità senza fine in Palestina e in Iraq e gli interventi delle potenze occidentali si nota un eccessivo aumento dell’estremismo da parte dei fondamentalisti mussulmani e nello stesso tempo una generalizzata esplosione di violenza. Crede che gradualmente ci stiamo dirigendo in una forma di scontro delle civiltà? Senz’altro i conflitti nel pianeta, ai quali assistiamo, hanno questa
caratteristica. Comunque, direi che la causa di questi conflitti non
sia lo scontro delle civiltà. La causa si trova negli interessi
geostrategici delle grandi potenze del globo così come si formano
nell’attuale periodo storico. Ma come Lei ben sa, l’inasprimento, quando
parte dalla cima si diffonde anche tra il popolo, tra la gente semplice. Per
esempio, non c’è niente da dividere tra il popolo greco e quello turco.
Siamo tutti figli della stessa terra. L’aggressività non nasce dal turco che
cerca di soppravivere quotidianamente ma dalla cima della piramide. Salonicco costituisce un nodo geopolitico, a causa della sua particolare geostrategica posizione come porta dei Balcani e dell’Europa Orientale e come ponte di avvicinamento tra l’Unione Europea e il Vicino e Medio Oriente. Come vede Lei Prefetto, il futuro della regione in questo ambiente politico-economico globalizzato e vorrei un suo commento per le conseguenze che il fenomeno della globalizzazione possa comportare.
Credo che non possiamo ancora discutere sulle conseguenze della
globalizzazione. Sarà il futuro studioso a riflettere su di esse. La
globalizzazione è un processo in pieno sviluppo a scala mondiale. Il fatto
sul quale possiamo discutere è su come esso si evolve, come saranno
preservati i valori e i principi fondamentali della vita regolare delle
società e cosa dobbiamo fare, a livello centrale o locale, pur di adattarci
ai termini di questa nuova realtà. Dobbiamo lottare in questa direzione,
avendo uno scopo. L’incontrollabile accesso d’immigrati ha creato qualche problema ai paesi dell’UE e fenomeni di instabilità e di scontri in alcune zone periferiche di grandi città europee. Qual è la sua opinione per quanto riguarda il caso di Parigi? Esiste la possibilità che questo fenomeno si espanda in altre città europee in futuro, forse anche in Grecia? Sono d’accordo con questa sua tesi per quanto riguardano le conseguenze dell’incontrollabile e crescente ingresso d’immigrati nei paesi dell’Unione Europea. Comunque, noi politici dobbiamo affrontare una realtà. Non possiamo semplicemente parlare teoricamente. E’certo che dalla miseria nasce la violenza. Quando non puoi assicurare le cose basilari ai cittadini, quando non fai in modo che si sviluppino materialmente e spiritualmente, indeprecabilmente ad un certo punto arriva la “rivoluzione”, le sommosse. Comunque, non potrei esprimere un giudizio personale sulle condizioni degli immigrati in Francia. Da quello che leggo, penso che in nessuno dei casi non ci siano analogie con la Grecia. Nel nostro paese, anche se ci fossero problemi per l’accoglienza degli immigrati, gradualmente si risolverebbero. Le condizioni per loro stanno migliorando e i loro figli si aggregano nella società senza problemi particolari. Vede questi processi richiedono tanti anni. In Francia questi non sono problemi di pochi decenni, ma di generazioni. Sono sicuro che in Grecia faremo in modo che le cose migliorino per gli immigrati, senza emarginarli Prefetto spesso ha fatto una critica dura al “centralismo di Atene”. In Italia la Lega Nord fa una critica corrispettiva al governo di Roma rivendicando maggior autonomia in questioni politiche e amministrative. Crede che Salonicco e il Nord della Grecia in generale, non riscuotano quanto gli corrisponde il governo centrale? C’è un minimo denominatore comune nelle vostre agende?
Non penso che la nostra
agenda abbia qualcosa di comune con la Lega Nord. Noi non parliamo in
nessuno dei casi d’autonomia maggiore o minore. Chiediamo semplicemente che
cambi la mentalità amministrativa, la quale, col passare del tempo, ha
creato un centralismo smisurato ad Atene a spese del resto della Grecia. Attenzione!
A spese di tutte le regioni non solo di Salonicco.
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