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INTERVISTA A FRANCESCO MALAPENA |
Nicola Zichella Responsabile relazioni estere Atlasorbis |
Egregio tenore Francesco Malapena come le piacerebbe essere chiamato? Tenore di Napoli? Ci potrebbe raccontare com'e' nata la sua passione per il canto lirico? Tenore di Napoli? No! Suona male! Come se dicessi… Tenore di Milano o altra città! Preferisco semplicemente essere chiamato Tenore napoletano. Per quanto riguarda la mia passione, posso dire che si è manifestata molto presto. Già all’ età di cinque anni calco palcoscenici come "piccolo cantante e attore" in svariate compagnie teatrali, avendo comunque in famiglia attori, cantanti e musicisti professionisti e non.Alla tenera età di quattro anni mi sono accostato al mio primo strumento, la batteria e successivamente il pianoforte, poi avendo mio padre "Liutaio" di strumenti ad arco, all’ età di undici anni vengo avviato allo studio principale di Violino e Mandolino al Conservatorio di Musica "San Pietro a Majella" di Napoli.Qualcuno poi, notò la mia voce "naturale" e tengo a precisarlo, adatta al "bel canto" lirico e preso sul serio la cosa cominciai a studiare con insegnanti di canto come: M° Mimmi Marchini, M° Carmen Lucchetti, M° Silvano Pagliuca, M° Renato Grimaldi ed attualmente sono seguito dallo straordinario M° William Matteuzzi.Posso dire inoltre che durante la mia "gavetta" ho avuto l’onore di lavorare con Lina Sastri, Beppe Vessicchio e tanti altri… Posso dire ancora che sono stato vincitore del "Premio E. Caruso" nell’anno 2004, esibendomi, come premio al Teatro Metropolitan di New York, nella Cattedrale di San Patrizio ed in diversi teatri di Broadway, tutto durante il "Columbus Day" e cantato l’Inno Nazionale d’Italia con la Fanfara dei Bersaglieri alla presenza di alte personalità politiche italiane e non ed all’allora presidente degli Stati Uniti Bill Clinton. Quali saranno i suoi prossimi impegni musicali nazionali e internazionali? Primo impegno sarà sicuramente l’uscita mondiale del mio album di debutto con brani inediti in lingua napoletana, titolo dell’album "Francesco Malapena", tutto questo in tre anni di intenso lavoro. Si tratta di brani che ricordano il sapore degli indimenticabili classici del ‘900. Compositore è il bravissimo Roberto Bonaventura, nonché mio amico da circa venticinque anni, al quale va il mio più profondo ringraziamento ed invito tutti i lettori ad ascoltare queste meravigliose melodie e tuffarsi in una vecchia Napoli, fatta di emozioni, passioni e popolarità di una grande ed antica tradizione intramontabile. Conseguenza a tutto ciò, saranno numerosi "concerti-lancio" per la divulgazione di questo capolavoro. Per quanto riguarda gli altri impegni, posso soltanto dire che in cantiere ho due stupende opere, ma per una questione di scaramanzia e da buon napoletano, preferisco non dire nulla! Qual' è stato secondo la sua opinione il piu' grande tenore di tutti tempi ? Senza ombra di dubbio il grande Enrico Caruso, tenore partenopeo, quindi molto vicino alla mia sensibilità e modo di esprimere.Poi ci sono tanti grandi come: Franco Corelli, Tito Schipa, Mario Del Monaco, Giuseppe Di Stefano, Alfredo Kraus, Placido Domingo, Josè Carreras e l’inconfondibile "voce argentina" per eccellenza, quella limpida e cristallina del grande Pavarotti, e a tal proposito aggiungo che chi mi ascolta avvicina tantissimo la mia voce a quella del mitico Maestro. Definire il "Big Luciano" è molto difficile! Posso solo dire che è stato, tra gli artisti italiani, il più apprezzato al mondo e con il suo impegno sociale come il "Pavarotti & Friends" e altre collaborazioni come "I tre Tenori", ha consolidato una magnifica ed indiscussa popolarità unica! Un’ uomo… un’artista che ha emozionato e continuerà a farlo! Come si fa a diventare un tenore di livello internazionale? Questa proprio non è cosa facile.Innanzitutto devi possedere indubbie qualità vocali, poi studiare assiduamente e con grande impegno, inoltre serve un pizzico di "Fortuna" nell’incontrare le persone giuste, capaci di portarti alla ribalta ed in ultimo, ma non per grado di importanza, il riscontro con il pubblico!La capacità di far emozionare coloro che ti ascoltano è fondamentale, infatti io dico sempre che se io sono emozionato emoziono, altrimenti meglio cambiare mestiere. Non credete anche voi? Quali sono le opere alle quali si sente più ispirato? Essendo violinista e quindi musicista, amo tutta la musica e le opere in genere, ma sicuramente sento sentimentalmente più vicine quelle adatte alla mia vocalità come La Bohéme, La Tosca, La Traviata, L’Elisir d’amore, Lucia di Lammermour, Rigoletto, Un ballo in maschera e tante altre che possano richiedere una voce come la mia definita in termine tecnico "tenore lirico tendente al leggero". Ha mai cantato in un opera lirica? Sicuramente! La mia opera è stata La Bohéme, nel ruolo principale di Rodolfo, realizzata a Stoccarda come secondo cast e dove mi han detto: "finalmente abbiamo riascoltato il bel canto italiano", ero l’unico italiano nei cast! Fu una grande emozione e soddisfazione! La mia ultima opera invece, di recente interpretata, è stata "La Traviata", nel ruolo di Alfredo realizzata al Teatro Dante Alighieri di Ravenna per il Ravenna Festival, sotto la regia della Signora Cristina Mazzavillani Muti, donna di eccezionale bravura, competenza e sensibilità. Un’ esperienza questa, che ha arricchito enormemente sia l’uomo che l’artista Francesco Malapena. Per un cantante tenore ad hoc conta apparire in televisione per la sua immagine o conta la sua voce, il contatto diretto con il pubblico?Sappiamo che i grandi cantanti tenori della storia non appaiono quasi mai in tv.Secondo lei la televisione ingrandisce l'immagine di un cantante lirico? Per un tenore conta fondamentalmente la capacità di far emozionare, di conseguenza è importantissimo il contatto diretto, il riscontro positivo ed immediato con il pubblico.La televisione non ingrandisce assolutamente, ,a sicuramente ha la funzione di "divulgazione" non di una semplice immagine ma di un’emozione!Non bisogna dimenticare che a differenza dei grandi tenori del passato, viviamo in un’epoca fortemente caratterizzata da messaggi audio-visivi, anche con l’avvento della TV via satellite è possibile mandare immagini di un personaggio contemporaneamente in tutte le parti del mondo . Grazie a tutti i lettori ed un saluto affettuoso a tutto lo staff di Atlasorbis. Francesco Malapena Intervista di Nicola Zichella
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